Obietta Diserta Disobbedisci.

Petizioni OnLine al governo e parlamento europeo

INIZIATIVA N.1

Appello di emergenza climatica:

La pagina comprende: 1) il testo dell'appello da sottoscrivere con l'indicazione dei primi firmatari; 2) la mozione presentata al Senato da Loredana De Petris (alla cui stesura abbiamo contribuito); 3) lo schema di delibera per i Comuni predisposto da Michele Carducci, consulente legale dei No TAP; 4) la mozione presentata alla Camera dei deputati da Rossella Muroni (prima firmataria).

Sul tema dell'emergenza climatica da riconoscere, ben oltre la semplice e scontata "minaccia" - tema posto all'attenzione del mondo dall'ondata giovanile che ha preso come riferimento la figura della 16enne Greta Thunberg, e che è sospinto dalla disobbedienza civile di massa organizzata da EXTINCTION REBELLION - dopo quanto successo con la "bocciatura" sia in Senato (il 5 giugno 2019), sia alla Camera dei Deputati, pensiamo comunque che non sia il caso di demordere.

 www.petizioni.com/dichiarazione-emergenzaclimatica

INIZIATIVA N.2

Campagna per il Ripsetto del Voto Referendario:1
10 ANNI DALLA VITTORIA DEI REFERENDUM SU ACQUA E NUCLEARE: CONVERGIAMO PER IL RISPETTO, DA PARTE DEL GOVERNO, DELLA VOLONTA' POPOLARE
 
Il 12 e 13 giugno 2011 la maggioranza del popolo italiano ha votato contro il nucleare e contro la privatizzazione dell'acqua e dei servizi pubblici. 10 anni dopo, in piena pandemia, quella vittoria basata sulla difesa dei beni comuni e pubblici conserva e rafforza l'attualità di un impegno ad esigere il rispetto della volontà popolare.
 

www.petizioni.com/rispettarereferendum

 

INIZIATIVA N.3

Europa di Pace Europa di Guerra: 

Bando delle armi nucleari: l'Italia ratifichi!

Al presidente della Repubblica, ai presidenti di Camera e Senato, al Capo del Governo

All’ONU il 7 luglio scorso è stato adottato uno storico Trattato che proibisce gli ordigni "atomici" promosso dalle nazioni che non possiedono il nucleare, assenti le 9 nazioni che possiedono la bomba "atomica" e tutti i Paesi NATO (eccetto l'Olanda).

Un movimento mondiale disarmista, che ha sospinto il voto coraggioso di 122 stati "battistrada" - per lo più del "movimento dei non allineati"-, ha reso concreta la speranza che l'Umanità riesca finalmente a liberarsi dalla più terribile minaccia  per la sua sopravvivenza, tenendo conto che una guerra nucleare può essere scatenata  addirittura per caso, per incidente o per errore di calcolo.

Anche il Parlamento Europeo ha approvato, il 27 ottobre 2016, una risoluzione su questi temi (415 voti a favore, 124 contro, 74 astenuti), invitando tutti gli Stati membri dell'Unione Europea a "partecipare in modo costruttivo" ai negoziati ONU, quelli che successivamente hanno varato il Trattato del 7 luglio.

www.petizioni.com/italiaripensacisulbandodellearminucleari

 

INIZIATIVA N.4

Eurodeputati No-Nucleare:

La L.O.C. Lega Obiettori di Coscienza italiana in continuità con la sua radice antimilitarista e e faraà parte del Coordinamento Antinucleare Europeo

 

L'appello agli eurodeputati qui riportato, che occorre sottoscrivere (in attesa di integrazioni da parte delle organizzazioni con base in Germania, Francia, etc. che stiamo contattando), ha subito dopo un invito alla mobilitazione per il 12 febbraio, giornata di lotta dei contatti territoriali, i cui estensori sono Mario Agostinelli, Alfonso Navarra e Antonia Sani. Seguono quindi, per documentazione, un pezzo di volantino distribuito da WILPF Italia il 22 gennaio 2022 e una lettera aperta di Natura e Lavoro con allegato tecnico.

In occasione del Consiglio europeo del 24 e 25 marzo 2022 a Bruxelles (si tiene in contemporanea con un G7 e con un vertice NATO) 5 membri del coordinamento hanno stilato una dichiarazione:  "A BRUXELLES L’EUROPA DI PACE CONTRO L’EUROPA DI GUERRA L’ecopacifismo si prepari per contrastare e fare cessare, nella lunga durata, la guerra economica globale". Il 24 febbraio del 2022, come è noto, è stata avviata da parte del presidente della Russia Vladimir Putin una aggressione militare nei confronti dell'Ucraina. La proposta è di inserire la lotta contro la tassonomia UE in una partita globale della denuclearizzazione, vista come la strada concreta per ottenere lo scioglimento dei patti militari e la fuoriuscita dalla logica degli Stati-potenza.

www.petizioni.com/eurodeputatinonuke

 

INIZIATIVA N.5

NO SANZIONI NON SIAMO IN GUERRA:

INIZIATIVA 

SALVIAMO LA TERRA - BLOCCHIAMO LA GUERRA

Revochiamo le sanzioni energetiche contro la Russia che ci separano dalla pace. Indirizziamoci invece verso la soluzione negoziata e cooperativa del conflitto!

PACE SIGNIFICA ANCHE PANE!

www.petizioni.com/nonsiamoinguerra-nosanzioni

 

INIZIATIVA N.6

LISTA Pace terrA europee:

AL MOVIMENTO PACE TERRA DIGNITA' RIVOLTO AI PACIFICI SERVE UNA LISTA INDIPENDENTE ALLE ELEZIONI EUROPEE
RIPORTIAMO AL VOTO E ALLA POLITICA DI BASE I DELUSI E GLI ARRABBIATI!

Documento dei Disarmisti Esigenti & partners per la "lista dei pacifici" alle elezioni europee

rif. Alfonso Navarra (cell. 340-0736871) ed Ennio Cabiddu (cell. 366-6535384) - Milano 9 settembre 2023

www.petizioni.com/listapaceterraeuropee

INIZIATIVA N.7

ICAN - NFU:

Una strategia per arrivare dalla proibizione alla eliminazione delle armi nucleari 

 

Promotori: Disarmisti esigenti & Partners

in vista del secondo Meeting, a New York, presso il Palazzo di Vetro dell'ONU, degli Stati parte del Trattato di proibizione delle armi nucleari (27 novembre - 1 dicembre 2023)

e di appuntamenti successivi per la diplomazia dal baso

Primi firmatari:

Alfonso Navarra - Luigi Mosca - Michele Di Paolantonio - Mario Agostinelli - Sandro Ciani - Giovanna Cifoletti - Antonella Nappi - Daniele Barbi - Ennio Cabiddu - Cosimo Forleo - Alessandro Capuzzo - Guido Viale 

Per contattare telefonicamente a New York Sandro Ciani : +49 172 148 9551

www.petizioni.com/ican-nfu

 

INIZIATIVA N. 8 A CURA DI ALFONSO .8 obiezione alla guerra e al servizio militare

A cura di Alfonso Navarra Milano
Il giorno mer 10 apr 2024 alle ore 22:16 viene scritto: 
 
Stiamo ragionando ragionando sul fatto che al momento l'esigenza più pressante sia il lancio di un'iniziativa di diserzione collettiva rispetto a tutto il processo di militarizzazione. Si può partire dall'Università per poi estendere alla scuola e lungo tutta la filiera bellica (Industria, Logistica, Portuali, etc).  Servirebbe uno slogan ed una sorta di appello o manifesto online che faccia leva sul diritto all'obiezione di coscienza e sull'esercizio della disobbedienza civile per rifiutarsi di portare avanti attività lavorative legate alla filiera bellica ed ai progetti con Israele.
Il concetto al centro per il personale universitario potrebbe essere qualcosa tipo:
"Noi lavoriamo in Università, ma non per la guerra" (con foto di un gruppo di lavoratori che obiettano). Basta partire con un piccolo gruppo su un settore e poi estendere ed adeguare:
- Noi studiamo, ma non per la guerra;
- Noi insegnamo, ma non la guerra;
- Noi produciamo, ma non per la guerra;
- Noi trasportiamo, noi carichiamo, etc.
A mio avviso, le armi e gli strumenti più forti
al momento sono BOICOTTAGGIO E DISERZIONE.
Pensiamoci!
 
Ecco, da parte nostra, una prima risposta alla istanza, che pone il decisivo problema della attivazione di diverse modalità di boicottaggio e non collaborazione al sistema di guerra che vediamo rafforzarsi in questo drammatico periodo: "crinale apocalittico della Storia", potremmo definirlo prendendo a prestito un'espressione di La Pira, il Sindaco di Firenze del movimento delle città per la pace.
 
Anche come risposta alla prevedibile riattivazione di forme di mini-naja (la Germania fa da battistrada adottando il modello svedese), abbiamo già lavorato, come forze antimilitariste nonviolente (Disarmisti esigenti, LOC, LDU, WILPF...) , cui si devono storicamente, con 150 persone circa che hanno pagato la conquista  con la galera, prima la 772 del 1972 poi la legge sul servizio civile (finalizzato alla difesa nonviolenta), ad una nuova campagna per rilanciare l'obiezione alla guerra e al servizio militare che la prepara.
Quello su cui puntiamo è l'implementazione dell'albo degli obiettori già previsto dalle leggi sul servizio civile ma rimasto lettera morta.
Lo facciamo proprio perché riteniamo l'obiezione di coscienza una scelta di impegno di cui ci si assume una responsabilità collettiva e pubblica, anche in relazione a una "legittima difesa"  che può e deve essere basata sulla forza organizzata ed addestrata dell'unione popolare.
Qui sta la differenza tra l'"obiezione di coscienza" e la "diserzione", che può essere anche semplice sottrazione all'obbligo legale senza che vi sia l'istanza di un riconoscimento formale del gesto, sia individuale che collettivo.
La "diserzione" può essere espressione di "pacifismo strumentale", vale a dire rifiuto il coinvolgimento bellico perché mi è utile personalmente ed è utile alla cerchia dei miei prossimi; oppure di "antimilitarismo" di principio, magari a-violento ma non nonviolento: cioè rifiuto la guerra in quanto espressione del militarismo organizzato in eserciti, strutture autoritarie al servizio di poteri oppressivi (del sistema della potenza e capitalistici) e dei complessi militari-industriali.
L'antimilitarismo è distinguibile dalla nonviolenza perché ritiene giusta (i concetti di "giusto" e di "necessario" vanno distinti) l'autodifesa violenta (la "violenza di massa") in circostanze rivoluzionarie auspicate e perseguite e non si pone il problema del transarmo verso un modello di difesa popolare nonviolenta.
E' un atteggiamento valoriale e strategico più che legittimo, con antecedenti storici importantissimi (es. il primo bolscevismo, lo spatachismo di Rosa Luxembug e Karl Liebknecht) e che noi, nonviolenti "storici", tendiamo a considerare alleato nella lotta contro l'avversario principale che è il militarismo nazionalista.
Leggo che, in una proposta di Statuto dell'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università - non so se sia l'ultima versione - sulle finalità troviamo scritto: 
"Monitorare le iniziative di militarizzazione nelle scuole e nelle università; sensibilizzare e diffondere la cultura della pace e della nonviolenza in contrasto al processo di militarizzazione, oggi in atto, della società".
E, a tal fine si intende: "Promuovere la cultura della legalità, della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata".
Queste formulazioni ci vedono, ovviamente, pienamente concordi. E rimarchiamo, stando ad esse, la necessità che la cultura della nonviolenza sia diffusa interpellando e coinvolgendo le organizzazioni (WRI, IFOR, PBI, WILPF) che da oltre 100 anni a livello internazionale, con le loro branche italiane, ne sono espressione e veicolo di sperimentazione e attuazione pratica.
Per quanto riguarda l'albo degli obiettori un importante suggerimento è venuto in un incontro online che abbiamo organizzato il 3 aprile 2024: rivendicare una attuazione legale va bene, ma da subito attivare una forma autogestita da parte degli organizzatori della campagna. 
La nostra iniziativa di "obiezione alla guerra", di cui sottolineiamo il carattere aperto e disponibile alla convergenza operativa con cento altri possibili approcci proponibili ("unione pacifista delle forze"),  è sottoscrivibile online al seguente link:
 
 

IL 12 APRILE 2024 SI TROVA LO SLOGAN: "CHE 100 FIORI SBOCCINO, CHE 100 SCUOLE RIVALEGGINO"

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